Psicoterapia per la fertilità

La fertilità è un tema molto delicato e sempre più dibattuto alla luce del crescente numero di casi coinvolti.
È importante premettere che qualunque percorso psicologico a tal proposito dovrebbe seguire o tutt’al più accompagnare un approfondito screening che consideri o porti a escludere eventuali problematiche organiche alla base.

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Premesso quanto sia ampiamente dimostrato che lo stile di vita generale incida molto sulla fertilità, per quanto riguarda l’aspetto psicologico è ormai noto che ci siano processi ormonali che possono spiegare come la fertilità possa essere limitata o favorita in un soggetto: forti emozioni, stress, disagi relazionali o ambientali possono incidere negativamente per esempio sulla capacità ovulatoria e allo stesso modo è ragionevole ipotizzare che un percorso di psicoterapia possa far evolvere positivamente queste situazioni.
In linea con questa ipotesi, ricerche riferiscono che le donne in psicoterapia siano più fertili, e ciò appare tanto più ipotizzabile se si considera quanto il benessere psicoaffettivo sia in linea con il miglioramento del benessere psicofisico di un soggetto.

Ma come approcciare il desiderio di avere un figlio?

Innanzitutto iniziare a dedicare dei “buoni” pensieri al tema tenendo a bada l’ansia prestazionale: la tendenza al “tutto e subito” che caratterizza la cultura occidentale contemporanea non sempre rispetta i tempi naturali del nostro corpo e della nostra mente.
Per cui è opportuno occuparsi della propria fertilità almeno dopo un anno di tentativi, ovvero di rapporti completi in periodo fertile – per fare ciò ci si può aiutare oggi con l’uso di dispositivi che permettano di stabilire i giorni in cui avviene l’ovulazione - fino ad allora un approccio più leggero e ludico che faccia della coppia e della sessualità i veri protagonisti di questo progetto creativo, sarebbe auspicabile.

Tenere sempre alto il livello di comunicazione all’interno della coppia è altrettanto auspicabile, in modo che, durante questo periodo, che per qualcuno sarà più o meno lungo, due partner siano soprattutto complici. Questo sarà di aiuto anche in caso insorgessero difficoltà future.

Se a dispetto di ciò, fin dall’idea di aspettare un bambino sorgessero invece intense preoccupazioni o paure di diversa natura che non trovano sufficiente contenimento all’interno della coppia, è opportuno pensare di riservare uno spazio psicoterapeutico affinché si possano esprimere e elaborare tutte le emozioni che via via compariranno.
A ciò si può pensare sia in un’ottica individuale, sia in un’ottica di coppia oppure con un tipo di intervento di accompagnamento alla genitorialità che preveda entrambi, momenti individuali e colloqui di coppia.
Anche in assenza di problematiche specifiche, un percorso di accompagnamento alla genitorialità può fungere, in un’ottica preventiva, come garante del benessere psicofisico della futura mamma e della coppia di futuri caregiver.