Spotting premestruale: ti è mai capitato?

spotting premestruale

credits: Giuliamar

Lo spotting premestruale non è un evento che si verifica sempre, ma può accadere che, 2-7 giorni prima dell’arrivo delle mestruazioni, compaiano piccole perdite di sangue di color marroncino.

Spotting premestruale: cos’è?

Di solito la causa è riconducibile a una carenza di progesterone che può verificarsi nei periodi di forte stress, che inibisce la normale attività delle ovaie o in caso di cicli anovulatori in cui la produzione di progesterone è bassa.

Il progesterone, è l’ormone che si innalza nella seconda fase del ciclo (la fase luteale) e che, all’arrivo delle mestruazioni, precipita bruscamente.
Quando arriva il ciclo, l’endometrio, a causa del calo di progesterone, si sfalda provocando le perdite di sangue. Quando le macchie compaiono giorni prima dell’arrivo delle mestruazioni, significa che i livelli di progesterone non sono abbastanza alti da mantenere intatto l’endometrio, ma contemporaneamente non sono neanche così bassi da far arrivare le mestruazioni vere e proprie.

Cosa fare in caso di spotting premestruale?

Se lo spotting premestruale si presenta raramente, non c’è da preoccuparsi. Nel caso in cui, invece, si tratti di una condizione frequente, è consigliabile fare un’ecografia, per valutare lo spessore dell’endometrio e valutare se è abbastanza nutrito dal progesterone oltre che un dosaggio ormonale intorno al 22° giorno, quando cioè la produzione di progesterone dovrebbe essere ai livelli massimi.

Nel caso venisse diagnosticata una carenza, il ginecologo potrà prescrivere un integratore di progesterone, utile non solo per evitare lo spotting, ma anche per contrastare vari disturbi che possono correlarsi al calo di progesterone, come irritabilità, senso di gonfiore, stitichezza, acne.