Gravidanza: come combattere la stanchezza

20 marzo 2013- di

Durante la gravidanza, il corpo della mamma in attesa vive un altissimo momento di creatività.
Ogni singola cellula, ogni organo subisce delle modificazioni e una grossa parte di energia viene convogliata a far crescere e sviluppare il bambino.
Il maggiore bisogno di dormire è quasi uno dei primi sintomi di gravidanza e caratterizza soprattutto il primo trimestre, quando il corpo si prepara ad accogliere la nuova vita.

credits: andre_anna

Un tempo tutto ciò era tenuto in gran conto, le donne incinte e le nutrici erano accudite e coccolate da tutta la comunità in cui vivevano. Erano aiutate dalle altre donne e, soprattutto, tenute al riparo da eventuali preoccupazioni, fatiche o dispiaceri.
La società oggi, è cambiata, il nostro modo di vivere pieno di impegni ha sfasato i ritmi naturali del corpo provocando nelle persone fatica e stress e in gravidanza si risente ancora di più della mancanza di ritmi fisiologici.
Per fortuna, in questa delicata fase, il corpo invia dei segnali precisi: ha bisogno di più riposo, di ritmi lenti per poter produrre la giusta quantità di quegli ormoni necessari al mantenimento della gravidanza stessa.
I livelli di progesterone ad esempio, l’ormone che in gravidanza ha la funzione di rilassare l’utero e impedire contrazioni premature, calano se non ci si concede il giusto riposo.
Quindi senza sensi di colpa, è giusto assecondare le proprie esigenze.
Tuttavia va tenuto presente che la sensazione di stanchezza può aumentare se c’è una carenza di ferro di vitamine e se il fegato è sovraffaticato. Per cui aiuta seguire un regime alimentare corretto che comprenda frutta e verdure fresche.
Vale sempre la buona abitudine di consumare la frutta possibilmente biologica e di stagione, poiché in ogni vegetale di stagione troviamo i principi nutritivi che servono a difendersi dagli eccessi della stagione in corso. In inverno ad esempio, troviamo i mandarini che contengono sostanze mucolitiche o verdure come i broccoli che rafforzano il sistema immunitario e le vie respiratorie.
Per poterne assimilare al meglio le vitamine ed evitare di rallentare la digestione, è bene mangiare la frutta come merenda e come spuntino di metà mattina.
La verdura cruda, che è una miniera di sali minerali, è utile mangiarla come antipasto, ad esempio carote, finocchi, sedano stile pinzimonio o in insalate, magari condite con una spolverata di lievito di birra e germe di grano in scaglie ricchi rispettivamente di vitamine B ed E ed olio di oliva.
Pane, pasta e riso è indispensabile che siano biologici e integrali, perché, in questo modo, forniscono un apporto di vitamine del gruppo B e di ferro che vanno persi con la raffinazione.
Il consumo frequente di legumi fornirà l’apporto di vitamine, permettendo di non eccedere con la carne, la quale spesso contiene ormoni, antibiotici e richiede una digestione più elaborata.
Il senso di stanchezza e sonnolenza, infatti, aumenta se l’apparato digerente è sovraccarico. La digestione in gravidanza è più lenta sia perché il fegato lavora di più, sia perché il progesterone circolante rallenta la motilità gastrointestinale.
Cibi sani, quindi, semplici, freschi e vitali, cioè, cibi che siano il più possibile vicini al loro stato naturale e che abbiano subito meno processi e trasformazioni possibili, evitando grassi saturi, fritture e dolci elaborati e contenenti zucchero bianco.
Inoltre, grande energia si può trarre camminando all’aria aperta, concedendosi quotidianamente almeno una passeggiata e, tutte le volte che si può in mezzo alla natura, per poter fare scorta di ossigeno, colori, profumi e suoni.