Viaggi insoliti per bambini

16 novembre 2012- di

Il Marocco è un paese affascinante, ho viaggiato in quei luoghi più volte inseguendo le onde e le maree, ma soprattutto le passioni di un compagno di vita che ha sbagliato a nascere lontano dal mare.
Viaggiamo in quei luoghi quasi tutti gli inverni da tre anni a questa parte, e tutte le volte torniamo a casa con amici nuovi, globetrotter e cosmopoliti, gente che non ha paura a schiodare l’anima dal paese nativo ed andare per i sette mari .
Viaggiare è cosa preziosa per i bambini, viaggiare nelle città, tra la gente le usanze e lingue differenti scatena in loro una curiosità fortissima e dato che siamo in un periodo pre Natalizio può darsi che in molti di voi si stiano chiedendo come fare ad organizzarsi con un piccolotto al seguito. Non è semplice, ma si fa!

Noi abbiamo girato per quasi quattro settimane, spostandoci con pullman, passaggi di fortuna e taxi, abbiamo traslocato armi e bagagli in differenti hotel senza particolari rimostranze da parte del piccolo che all’epoca aveva poco più di due anni.

Ci siamo accorti che provava una naturale attrazione verso gli “altri”, era libero di muoversi a suo piacere in spiaggia e nel surf camp. Ha fatto amicizia con Ismail costruendo nell’arco dei giorni un sistema di comunicazione efficacissimo ed oscuro, ha giocato per ore con uno splendore di bambina sua coetanea che all’attivo aveva già quattro lingue più o meno parlate: inglese, francese, tedesco ed arabo ( e a volte ci facciamo problemi per insegnare la seconda lingua ai nostri… c’è da meditare) è stato nudo a scorrazzare sulla sabbia, ma non s’è mai azzardato a scalare le scogliere come faceva una biondissima ed atletica duenne svedese.

Viaggiare in luoghi più o meno conosciuti ed aperti, senza strutture ricettive soffocanti dà anche ai piccoli una dimensione ed un respiro globale unico, è ovvio che piccoli disagi saltino immediatamente all’occhio: le Tajine non erano di certo il cibo preferito di mio figlio, ma si trova sempre una valida alternativa se non esistono seri problemi di intolleranze o allergie, leggi etti ed etti di cous cous, riso, banane, succhi d’arancia o lenticchie.

Ed il mare? Freddo gelido, io in muta e lui nudo, non ha avuto un malanno per tutto l’inverno e non ha dato neppure un colpo di tosse.

Dovete solo fare attenzione alle mamme marocchine, che scendono in spiaggia con copiose deratte alimentari capaci di sfamare reggimenti interi. Se vedono un bimbo a meno di 500 metri dalla loro posizione estraggono una fetta di torta di default ed in quel viaggio mio figlio è riuscito ha scoccare di tutto, dalla nocciolina del venditore ambulante alla porzione di torta di compleanno di un bimbo sconosciuto, ha imparato ad amare le olive ed il pane spalmato di burro salato.

Saltando tra le pozze d’acqua dimenticate dalla marea si è fatto un sacco di amici di tutte le età e nazionalità ed ha imparato il significato dell’espressione e del gesto “Hang Loose”.

Io invece ho imparato a lasciarlo libero di esprimere le sue gioie e la sua energia, libero di approcciare e conoscere più persone possibili, libero di farsi le sue esperienze. Da Marrakesh ad Agadir abbiamo lasciato un segno in ogni luogo, i bimbi, con la loro anima grande, abbandonano sempre parte della loro aura, come se fossero tante bricioline di Pollicino.

Provate anche voi le magie del mare del Marocco in inverno e con i bimbi, se vi va. Di certo badate bene che le differenze sono moltissime, ma se non le vivi tutte, che viaggio sarebbe?

On line troverete molti surf camp ed occasioni; viaggiare fuori stagione è decisamente meglio e non è una meta lontanissima.

Buona vita, buon viaggio!