5 cose che vorresti dire a tua suocera (e che non dirai mai)

Se i nostri compagni e mariti sapessero che un argomento molto ricorrente delle chiacchierate fra donne è la suocera, probabilmente ci prenderebbero per pazze. O per mortalmente noiose. Ebbene, carissimi: sì, delle vostre mamme parliamo, e tanto. E quasi mai bene. Quasi sempre ci sfoghiamo. Ci diciamo quello che vorremmo dire alle nostre suocere, direttamente. E che non diremo mai.

«Cara suocera, tuo figlio ti vuole molto bene. Ma ama me»

credits: rolands.lakis

Sì, è vero, l’hai cresciuto con tanto amore, e quando era piccolo ti diceva mille volte «ti amo». Ecco. Quando era piccolo. Oggi – sorpresa – tuo figlio, quel bambino con i calzoncini corti che ami descrivere come se foste ancora in una fotografia in bianco e nero, non ha più 6 anni. Ne ha molti di più. Pensa, non siete più legati dal cordone ombelicale! E ha persino un lavoro, due figli e…una moglie! E la ama! Mettitelo in testa. Mi ama. Sono la donna della sua vita. Tu lo sei stata fino ai suoi 13 anni (forse).

«Cara suocera, è vero, cucini bene. Ma anche io me la cavo»

Sì, ok, le tue lasagne (che fra l’altro cucini ogni benedetta domenica) sono buonissime. Certo, forse non proprio dietetiche, ma sì, ci piacciono. E i bambini ne vanno pazzi. E sì, oh sì, tuo figlio le ha sempre adorate. Bene. Ma questo non vuol dire che io non sappia cucinare, anzi. Ecco, magari uso un po’ meno burro e olio. Sai com’è, i tempi sono cambiati. Ma – altra sorpresa – tuo figlio apprezza molto i piatti che preparo. So che non te l’ha mai detto per non farti soffrire, ma è così.

«Cara suocera, sono tuoi nipoti. Non tuoi figli»

E’ vero, qualche volta ci aiuti con i bambini. Grazie. Grazie infinite, davvero. Ma forse c’è una cosa che non ti è chiarissima: sono io la mamma, non tu. Sono io – insieme a tuo figlio – che decido per la loro educazione. E sì, te lo dico: mi piacerebbe che seguissi le mie indicazioni. Che non li riempissi di cibo. Che non dicessi sempre sì. E che provassi a non viziarli. Almeno, non sempre. Ah, e per tua informazione, il piccolo ha 4 anni: non c’è bisogno che gli frulli le verdure. Ha più denti di un coccodrillo.

«Cara suocera, hai una casa tutta tua»

Certo, i primi tempi dopo il parto sono difficili. Sì, è vero, si ha voglia e bisogno di compagnia. Tutto vero. Ma poi, dopo un po’, è bello anche stare da soli, sai? Capisco che tu venga ogni santo giorno dalle 8 alle 20 per darmi un aiuto (anche se poi dovremmo capire cosa tu intenda per aiuto, dato che te ne stai seduta sul divano tutto il giorno), e ti ringrazio molto. Ma hai una casa. Ti prego, tornaci. E se domani, quando verrai di nuovo qua, avrai voglia di trattenere il tuo pensiero sul mio modo di allattare-lavare-cambiare il mio bimbo, ecco, te ne sarei infinitamente grata.

«Cara suocera, non esistono mestieri da mamme»

Sai, cara, sono donna e mamma anche io. So che noi ci sentiamo le uniche in grado di occuparci dei figli. E so anche che ai tuoi tempi, quando era a casa, il papà era un tatuaggio del divano. Ma oggi non è più così. Prima di tutto perché anche io lavoro, e poi perché la cura della famiglia si deve dividere equamente, e ti dirò di più: per i papà è un dono poter fare il bagnetto ai figli. E non è – come mi hai detto l’altra sera – «un mestiere da mamme». Quindi va bene, non sei riuscita ad insegnargli questi concetti quando era in casa con te (e anche su questo avrei tante cose da dirti), ma almeno ora potresti fargli capire che deve prendere in mano un pannolino, e osare avvicinarsi alla lavastoviglie.

Queste sono solo alcune delle frasi che ho sentito dire in anni di sfoghi di nuore: ne avete altre? Fate pure, siamo fra amiche!